Auto d’epoca: questo certificato ti fa risparmiare centinaia di euro sul bollo ma quasi nessuno lo sa

Se possiedi un’auto d’epoca, probabilmente sai già che il bollo auto per veicoli storici funziona in modo completamente diverso rispetto a quello di una normale vettura. In Italia, la normativa prevede esenzioni totali o riduzioni significative per chi è in possesso di un veicolo con almeno 20 o 30 anni di età, a seconda della regione di residenza. Ma attenzione: non basta avere un’auto vecchia per pagare meno. Servono requisiti precisi, documentazione specifica e, soprattutto, il famoso Certificato di Rilevanza Storica.

Cos’è il Certificato di Rilevanza Storica e Perché È Indispensabile

Il Certificato di Rilevanza Storica (CRS) è il documento che trasforma ufficialmente un vecchio veicolo in un veicolo storico omologato, aprendo le porte alle agevolazioni fiscali sul bollo. Viene rilasciato da enti autorizzati come ACI, ASI, IM o FMI, ha una validità di dieci anni e costa in genere tra i 50 e i 150 euro. Senza questo certificato, il veicolo viene trattato come qualsiasi altra auto e paga il bollo pieno, senza sconti di sorta.

Per ottenerlo, il veicolo deve rispettare alcune condizioni fondamentali: deve essere mantenuto nelle condizioni originali o restaurato fedelmente, deve avere superato la revisione specifica per veicoli storici (obbligatoria ogni due anni a partire dai vent’anni di età) e deve essere stato immatricolato almeno 20 anni fa. In alcune regioni come Piemonte e Toscana, l’esenzione totale scatta solo dai 30 anni. La normativa di riferimento è l’art. 63 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), integrata da disposizioni regionali che variano anche in modo significativo.

Bollo Auto Storiche 2026: Quanto Si Paga Regione per Regione

Il panorama delle agevolazioni è tutt’altro che uniforme sul territorio nazionale. Il Lazio, il Veneto, la Campania, il Piemonte e la Toscana offrono l’esenzione totale dal pagamento del bollo per i veicoli storici in regola con il CRS. La Lombardia, invece, applica una riduzione del 50% sul bollo standard, che per una piccola utilitaria d’epoca può tradursi in cifre molto contenute: una Fiat 500 del 1970 da 18 kW, ad esempio, costerebbe circa 23 euro l’anno invece dei 46 del bollo pieno. La Sicilia si colloca in una posizione intermedia, con riduzioni che vanno dal 50 al 100% a seconda dei casi.

Per il 2026, si stimano adeguamenti ISTAT sulle tariffe base nell’ordine del 3-5%, quindi è consigliabile verificare i valori aggiornati sui portali regionali ufficiali prima di procedere al pagamento. Il calcolo si basa sulla formula potenza in kW moltiplicata per la tariffa regionale, con l’eventuale sconto applicato a seconda della normativa locale. Sul sito ACI è disponibile un simulatore gratuito che consente di ottenere una stima precisa inserendo targa e regione di residenza.

Come Richiedere l’Esenzione e Quanto Costa Avviare la Pratica

Il percorso per ottenere le agevolazioni sul bollo auto storico prevede alcuni passaggi obbligati. Prima di tutto bisogna richiedere il CRS presso ACI o ASI, presentando il libretto di circolazione e l’eventuale documentazione relativa al restauro. Successivamente occorre fare domanda alla Motorizzazione per ottenere la targa storica, che in molte regioni viene contrassegnata con la sigla “HD” o semplicemente “H”. Il costo complessivo dell’intera procedura, tra certificato, targa e revisione, si aggira tra i 200 e i 500 euro, un investimento da ammortizzare nel tempo grazie ai risparmi sul bollo.

Limiti d’Uso e Assicurazione: Cosa Sapere Prima di Procedere

Ottenere lo status di veicolo storico non è solo una questione fiscale: comporta anche alcune limitazioni nell’utilizzo. In diverse regioni, l’auto storica può essere impiegata principalmente per raduni, esposizioni e uscite occasionali, con un limite che in alcuni casi arriva a 500 chilometri annui. Un uso quotidiano e intensivo del mezzo rischia concretamente di far perdere il riconoscimento storico, con conseguente ritorno al bollo pieno.

Sul fronte assicurativo, invece, le notizie sono buone: i veicoli storici beneficiano di una RCA ridotta, in genere collocata in classe CU 21, con premi sensibilmente inferiori rispetto a un’auto normale. Vale comunque la pena confrontare le offerte delle principali compagnie, poiché le condizioni possono variare. Per i veicoli di provenienza estera, è necessario ottenere un CRS italiano prima di poter accedere a qualsiasi agevolazione sul territorio nazionale.

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