One Piece è una semplice storia di pirati e avventure? Ammettiamolo: guardarlo così è come mangiare una pizza guardando solo il cartone sotto. Dietro ogni arco narrativo, ogni villain e ogni personaggio secondario si nasconde una visione del mondo ben precisa — progressista, critica del potere e con forti venature di pensiero di sinistra. Un’opera che ha venduto oltre 500 milioni di copie nel mondo secondo i dati ufficiali Shueisha, e che continua a conquistare generazioni non solo per le battaglie spettacolari, ma per qualcosa di più profondo e urgente.
La bandiera di Che Guevara nello studio di Eiichiro Oda
Partiamo dal dato più concreto e difficile da ignorare: nello studio di Eiichiro Oda, il creatore di One Piece, campeggia una bandiera di Che Guevara. Non è decorazione vintage, è un segnale. Guevara, figura simbolo della rivoluzione contro le élite oppressive, non è esattamente il tipo di poster che appendi se vuoi raccontare storie neutrali. Oda lo sa, e ci tiene a farcelo sapere. Basta guardare la struttura narrativa dell’opera per capire tutto: un gruppo di persone che si unisce per sfidare il potere costituito. Che sia un governo corrotto, un dittatore locale o una forza oppressiva globale, il pattern si ripete con una coerenza che non può essere casuale. Oda non racconta solo avventure: racconta rivoluzioni.
Il Governo Mondiale come allegoria del potere corrotto
Il Governo Mondiale di One Piece non è un antagonista generico. È una struttura di potere che sacrifica i deboli per proteggere i forti, nasconde verità scomode e usa la forza per mantenere lo status quo. Oda lo dice chiaramente attraverso ogni saga: un governo che non serve gli interessi del popolo va sfidato e cambiato. Crocodile ad Alabasta, Doflamingo a Dressrosa, Orochi a Wano sono tutti specchi di dinamiche reali di oppressione, dittatura e sfruttamento delle masse. Non è fantasia pura, è critica sociale travestita da shonen manga. E funziona alla perfezione proprio perché non viene mai esplicitata con didascalia, ma mostrata attraverso storie e personaggi indimenticabili.
One Piece tra anti-capitalismo, ecologia e rappresentazione LGBTQ+
Uno degli esempi più sottovalutati riguarda Franky, il cyborg della ciurma di Cappello di Paglia. Franky funziona a cola — sì, proprio quella bibita diventata uno dei simboli più potenti del capitalismo globale e del consumismo. Quando nel manga scopriamo questo dettaglio, Oda ci mostra che le bevande alternative — acqua, succo di frutta — non funzionano. Solo la cola. È una critica sottile ma pungente: il sistema capitalista ci ha resi dipendenti da prodotti che non ci fanno bene, mentre le alternative più sane vengono scartate quasi per riflesso condizionato.
Sul fronte ecologico, l’arco di Wano è una lezione magistrale. Le fabbriche di Orochi devastano la terra, avvelenando fiumi, aria e suolo in un’allegoria potentissima sull’industrializzazione selvaggia e sul disastro ambientale che ne consegue. Oda non predica, mostra — e l’immagine parla da sola, senza bisogno di spiegazioni.
Sul tema della rappresentazione, One Piece ha costruito personaggi LGBTQ+ come Ivankov e Bentham (conosciuto anche come Mr. 2 Bon Clay), trattandoli con rispetto, profondità e senza ridurli a macchiette. In un panorama mediatico — e soprattutto nel mondo anime — dove la rappresentazione è spesso assente o caricaturale, questa scelta è tutt’altro che banale.
Oda è davvero di sinistra? Cosa ci dice davvero One Piece sul potere
Mettendo insieme tutti questi elementi emerge un quadro coerente e sorprendentemente organico, costruito attorno a valori precisi:
- Anti-autoritarismo: il governo è il nemico, la ribellione è eroica
- Critica al capitalismo: i simboli del consumismo vengono smontati con ironia
- Ecologismo: Wano come metafora dell’inquinamento industriale
- Inclusività: personaggi LGBTQ+ trattati con dignità e complessità
- Difesa degli ultimi: i protagonisti combattono sempre per chi non ha voce
Etichettare Oda con una singola definizione politica sarebbe riduttivo quanto dire che One Piece è “una storia di pirati”. Quello che è chiaro è che l’autore ha una visione critica del potere, una sensibilità genuina verso gli emarginati e una propensione a raccontare il mondo attraverso gli occhi di chi sta in basso e guarda in su. Che tu la chiami sinistra, progressismo o semplicemente umanità — One Piece è molto più di un manga. È un punto di vista sul mondo, e vale la pena leggerlo con gli occhi aperti.
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