Ridere è una faccenda seria. O almeno, così dicono i neuroscienziati, che hanno dedicato carriere intere a capire perché un essere umano adulto, dotato di raziocinio, scoppi a ridere davanti a una barzelletta sulla pizza. La risata nasce dall’incongruenza: il cervello si aspetta qualcosa, riceve qualcosa di completamente diverso, e risponde con una scarica di dopamina. Non siamo soli in questo, tra l’altro — ratti e scimpanzé ridono, a modo loro, soprattutto durante il gioco. Ma solo noi umani ridiamo di situazioni assurde e surreali che non ci riguardano direttamente. Già gli Antichi Romani avevano il loro senso dell’umorismo: Cicerone collezionava barzellette, e i graffiti di Pompei traboccano di ironia pungente su politici, vicini di casa e tradimenti coniugali. La comicità, insomma, è vecchia quanto la civiltà — e probabilmente sopravviverà anche all’intelligenza artificiale. Ammesso che quest’ultima non finisca per conoscere i fatti nostri meglio di noi stessi.
La barzelletta: quando Google compra la pizzeria
– Pizzeria Google, buona sera…
– Pizzeria cosa?
– Pizzeria Google, signore. Cosa vuole ordinare?
– Ma, questo non era il numero della Pizzeria da Gigi?
– Sì signore, ma Google ha comprato la pizzeria e ora il servizio è più completo.
– Va bé, posso ordinare?
– Certo signor Rossi. Vuole la solita pizza?
– La solita pizza, ma lei come sa il mio nome? Lei mi conosce?
– È per l’identificatore di chiamate: controllando il suo numero di telefono, nelle ultime 37 volte che ha ordinato una pizza, ha sempre scelto la quattro formaggi.
– Non me lo sarei mai immaginato… voglio proprio la quattro formaggi!
– Signore, posso darle un suggerimento?
– Certo! Avete una nuova pizza nel menù?
– No signore, il menù non è cambiato, ma mi permetterei di consigliarle una pizza alla ricotta e rucola.
– Ricotta?!! Rucola?!! Nooooo! Io odio queste cose.
– Ma signore, sarebbe un bene per la sua salute. Anche perché il suo colesterolo non va così bene.
– Cosa?!!
– Abbiamo l’informazione dal laboratorio dove ha fatto le sue analisi… L’ultima volta che ha acquistato la sua medicina fu tre mesi fa, e la scatola contiene solo trenta compresse.
– È vero, porca miseria, ma lei come lo sa?
– Per la sua carta di credito…
– Cosaaaaa?!!
– Sono stanco, non ce la faccio più, sono stufo di Internet, del PC, del XXI secolo, della mancanza di privacy! Me ne vado lontano da qui, in un posto dove non ci sia Internet!
– Ho capito… Userò la mia carta di credito per comprare un biglietto aereo!
– Va bene, signor Rossi. Solo un’ultima cosa…
– Cosa vuoi?!!!
– Ha il passaporto scaduto…
Perché fa ridere (e perché fa anche un po’ paura)
La barzelletta funziona perché gioca su una verità scomoda che tutti conosciamo: i giganti del tech sanno di noi molto più di quanto ammettiamo. Ogni ricerca, ogni acquisto, ogni analisi del sangue pagata con la carta — tutto lascia una traccia digitale. Il meccanismo comico è quello dell’escalation: la situazione diventa sempre più assurda e invasiva, fino al colpo finale con il passaporto scaduto, che chiude il cerchio in modo perfetto.
Il povero signor Rossi voleva solo una pizza. Si ritrova invece a fare i conti con la versione distopica e gorgonzola-free della sua vita. Il bello è che, ridendo, sappiamo tutti che non è poi così lontano dalla realtà. E forse è proprio per questo che la risata, stavolta, sa anche un pochino di amaro.
