Ridere è una delle attività più antiche e universali dell’essere umano, eppure la scienza fa ancora fatica a spiegarne i meccanismi in modo definitivo. Secondo il neuroscienziato Robert Provine, ridiamo 30 volte di più in presenza di altre persone rispetto a quando siamo soli: la risata è, prima di tutto, un fatto sociale. Il cervello elabora l’umorismo coinvolgendo più aree simultaneamente — dalla corteccia prefrontale al sistema limbico — e rilascia dopamina ed endorfine, le stesse sostanze legate al piacere e al benessere. Non a caso, ridere fa bene: abbassa il cortisolo, rafforza il sistema immunitario e, in alcuni casi, agisce da antidolorifico naturale.
E no, non ridiamo solo noi. I ratti, i delfini e gli scimpanzé producono vocalizzazioni associate al gioco che gli studiosi considerano forme primitive di risata. Nel caso dei ratti, queste emissioni avvengono a ultrasuoni: non le sentireste mai, ma ci sono.
Nell’antichità, l’umorismo aveva contorni diversi. I Romani antichi amavano l’ironia feroce: si rideva dei difetti fisici, degli stranieri, degli schiavi e dei potenti caduti in disgrazia. Cicerone dedicò un’intera sezione del De Oratore all’arte della battuta. Niente era sacro, ma tutto era gerarchico: si poteva deridere chi stava sotto, raramente chi stava sopra.
La Barzelletta sulla Patente
Una signora, dopo tantissime lezioni, va finalmente a sostenere l’esame di guida. Quando torna a casa, ha l’aria decisamente sconvolta. Il marito, tutto ansioso, le chiede:
– Allora… com’è andata?
– Mah… non lo so!
– Come “non lo so”? Cosa ti ha detto l’esaminatore?
– Niente… deve ancora riprendere conoscenza!
Perché Fa Ridere?
Questa barzelletta funziona grazie a un classico meccanismo comico: il colpo di scena finale. Il lettore si aspetta una risposta sull’esito dell’esame — promossa o bocciata — e invece scopre che la signora ha probabilmente provocato un incidente durante la prova stessa, lasciando l’esaminatore privo di sensi. La battuta sfrutta l’incongruenza cognitiva: il cervello si aspetta una direzione, la barzelletta ne prende un’altra del tutto inaspettata, e la sorpresa genera la risata. In più, c’è una punta di umorismo nero che rende tutto ancora più irresistibile.
