La barzelletta del venditore di bollette ingannato dalla signora ti farà ridere a crepapelle

Ridere è una delle attività più antiche e misteriose che l’essere umano conosca. Dal punto di vista neuroscientifico, la risata si attiva quando il cervello percepisce un’incongruenza: ci aspettiamo qualcosa, arriva tutt’altro, e il sistema limbico festeggia con una scarica di dopamina ed endorfine. Non siamo soli in questa abitudine: anche scimpanzé, gorilla e persino ratti producono vocalizzazioni simili alla risata durante il gioco. Certo, la barzelletta sul capo non la raccontano ancora — ma siamo fiduciosi.

Nella storia, l’umorismo ha cambiato pelle continuamente. Gli antichi Romani ridevano soprattutto delle disgrazie altrui, degli schiavi goffi, dei politici corrotti e dei mariti traditi — temi che, diciamocelo, non sono poi così datati. Il filosofo Cicerone dedicò interi capitoli del De Oratore all’arte del far ridere, convinto che una battuta al momento giusto valesse quanto un’arringa. Nel Medioevo la risata era guardata con sospetto (i santi non ridevano, si sa), mentre nel Rinascimento tornò prepotentemente di moda con le facezie e i motteggi.

Oggi sappiamo che ridere abbassa il cortisolo, rafforza il sistema immunitario e migliora le relazioni sociali. Insomma, una buona barzelletta è quasi un farmaco — con meno controindicazioni e senza ricetta. Eccone una che funziona proprio perché gioca su quell’incongruenza che il cervello ama tanto.

La barzelletta

Squilla il telefono per l’ennesima volta. Una signora va a rispondere.

«Pronto?»

«Salve, la chiamo per proporle una vantaggiosa offerta commerciale che le permetterà di risparmiare sulle bollette di luce e gas… Ha una bolletta, per confrontare i prezzi?»

«Mi spiace, di queste cose se ne occupa mio marito, ma al momento non è in casa.»

«Quando lo posso trovare?»

«Appena mi sposo, glielo faccio sapere.»

Perché fa ridere

Il meccanismo comico qui è un classico colpo di scena finale: per tutta la conversazione diamo per scontato che la signora sia sposata. Lei stessa parla di “mio marito” con tale naturalezza che nessuno mette in dubbio l’esistenza di questo fantomatico consorte. Il venditore — e noi con lui — cade nella trappola.

L’ultima battuta ribalta tutto in una sola frase, rivelando che il marito non esiste ancora. La signora non mente tecnicamente: si è semplicemente espressa con un ottimismo matrimoniale tutto da apprezzare. È l’incongruenza improvvisa tra ciò che ci aspettavamo e la realtà a innescare la risata — esattamente come vuole la neuroscienze. E, nel frattempo, il povero operatore del call center dovrà aspettare ancora un po’ per quella bolletta.

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