Ridere è una delle attività più anticamente umane che esistano — e anche una delle più studiate. Secondo la teoria dell’incongruenza, il cervello ride quando percepisce un contrasto tra aspettativa e realtà: il comico nasce esattamente in quel preciso istante di cortocircuito logico. Non siamo soli in questo: anche i ratti e i grandi primati ridono, anche se le loro risate — ultrasoniche nel caso dei topolini — non fanno esattamente il tifo per Zelig. Negli esseri umani, invece, la risata ha una funzione sociale potentissima: rafforza i legami, abbassa il cortisolo e, secondo alcuni studi, allunga persino la vita. Già gli Antichi Romani lo sapevano bene: nei testi di Cicerone e nei Carmina di Catullo si trovano battute pungenti su politici corrotti, mariti traditi e avari ridicoli. Il bersaglio preferito? L’ipocrisia del potente e la dabbenaggine del marito distratto. Tema, come vedrete, sorprendentemente attuale.
La barzelletta
Una moglie nota che in casa c’è una lampadina che non si accende; perciò chiede al marito di fare qualcosa. Il marito di rimando le risponde:
– E che so’ elettricista io?
Qualche giorno dopo la moglie nota che in bagno c’è un tubo che perde; chiede al marito di controllare cosa c’è che non va, e lui replica spazientito:
– E che so’ idraulico io?
La settimana seguente, la moglie nota che il tavolo ha una gamba rotta e chiede al marito di aggiustarla, ma lui le risponde:
– E che so’ falegname io?
Il marito, qualche sera dopo, rientrando a casa nota con stupore che la lampadina è accesa, il bagno non perde più e che il tavolo è stato rimesso in piedi. Allora chiede incuriosito alla moglie:
– Ma come hai fatto a riparare tutto?
– Non sono stata io… è stato il figlio del portiere, davvero molto bravo e disponibile.
Lui, sempre più sorpreso:
– E tu cosa gli hai dato in cambio?
– Mi ha detto che o diventavo la sua amante oppure gli facevo una torta.
– E tu?, domanda allarmato il marito.
– E che so’ pasticcera io?
Perché fa ridere
Il meccanismo comico si regge su un doppio binario narrativo: per tutta la prima parte della barzelletta, il marito accumula rifiuti con la stessa scusa — non sono un professionista — costruendo nella mente del lettore un’attesa precisa. Quando la moglie riusa esattamente la stessa formula per rispondere alla domanda più scottante, il colpo di scena è insieme logico e devastante. La risata nasce proprio lì: nell’istante in cui capiamo che la moglie ha semplicemente applicato alla lettera la lezione del marito. È la vendetta perfetta vestita da coerenza grammaticale, e il marito non ha nemmeno gli strumenti per lamentarsi.
