La barzelletta del ragazzo che non va in chiesa ti farà ridere fino alle lacrime

La risata è una delle poche cose che accomuna tutti gli esseri umani, indipendentemente da cultura, lingua o latitudine. Ma perché ridiamo? Gli scienziati hanno scoperto che il riso si attiva quando il cervello percepisce un’incongruenza: ci aspettiamo qualcosa, e invece arriva qualcos’altro. È il classico meccanismo del “setup e punchline” che sta alla base di ogni buona barzelletta. Interessante sapere che non siamo gli unici animali a ridere: scimpanzé, ratti e persino alcuni cani producono suoni associabili alla risata durante il gioco. I ratti, in particolare, emettono ultrasuoni a 50 kHz quando vengono solleticati — una scoperta che fa venire voglia di rivalutare completamente i cartoni animati.

Anche la storia della comicità è tutt’altro che noiosa. Gli antichi Romani ridevano eccome, ma con gusti piuttosto particolari: l’ironia colpiva soprattutto i potenti, i filosofi troppo seri e — immancabilmente — gli stranieri. Il Philogelos, una raccolta di barzellette greche e romane risalente al IV secolo d.C., è considerato il più antico libro di umorismo della storia. Spoiler: molte battute sono ancora comprensibili oggi. Segno che, in fondo, l’essere umano non è cambiato poi così tanto.

La barzelletta

C’era una volta un ragazzo che non voleva mai andare in chiesa. Un giorno il prete lo vede passare in bicicletta e decide di andargli a parlare. Dopo qualche scambio di battute, il parroco gli chiede:

«Tu mi sembri un bravo ragazzo, ma come mai non entri mai in chiesa?»

E il ragazzo risponde: «E chi mi guarda la bicicletta?»

Il prete, senza perdersi d’animo: «Non ti preoccupare, affidala allo Spirito Santo!»

Ma il ragazzo non entra. Il giorno dopo, stessa storia. E così per altri tre giorni consecutivi.

Poi, finalmente, il ragazzo si decide ed entra in chiesa. Il prete, visibilmente soddisfatto, gli si avvicina:

«Finalmente sei entrato! Forza, fatti il segno della croce e dimmi i tuoi peccati.»

Il ragazzo annuisce, si concentra e inizia:

«Padre, Figlio… Amen.»

Il prete sgrana gli occhi: «E lo Spirito Santo?»

Il ragazzo, serafico: «Mi sta guardando la bicicletta.»

Perché fa ridere

Questa barzelletta è un piccolo capolavoro di umorismo circolare. Il meccanismo comico si costruisce su due livelli: da un lato c’è la logica implacabile del ragazzo, che prende alla lettera ogni parola del prete — e lo fa con una coerenza disarmante. Dall’altro, c’è il ribaltamento finale: lo Spirito Santo, invocato dal sacerdote come soluzione spirituale, viene “impiegato” dal ragazzo come un semplice guardiano di biciclette.

Il colpo di scena funziona perché non è stupido: è perfettamente razionale, ma in un contesto completamente sbagliato. Ed è proprio questa distanza tra sacro e pratico, tra il sublime e il banale, a generare la risata. Freud avrebbe avuto molto da dire a riguardo — ma probabilmente avrebbe anche lui sorriso, almeno un po’.

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