Ridere fa bene, questo lo sappiamo tutti. Ma perché ridiamo? Gli studiosi di umorismo (sì, esiste davvero questa categoria di persone) hanno identificato diverse teorie: dalla teoria della superiorità — ridiamo quando qualcuno fa una figuraccia — alla teoria dell’incongruenza, secondo cui il cervello ride ogni volta che incontra qualcosa di inaspettato rispetto alle sue aspettative. Non siamo soli, tra l’altro: anche scimpanzé e ratti ridono, anche se i loro stand-up comedy show lasciano ancora molto a desiderare. Nella storia, l’approccio alla risata è cambiato radicalmente. Gli Antichi Romani, per esempio, facevano ironia su tutto: dai politici corrotti alle mogli tradite, passando per le disgrazie fisiche altrui — l’umorismo antico era spietato e poco politically correct. Oggi preferiamo ridere di situazioni quotidiane, di equivoci e, soprattutto, delle piccole tragedie domestiche. Come quella che stai per leggere.
La barzelletta: la dentiera condivisa
Al ristorante, un’anziana coppia ordina il pranzo.
«Cameriere», dice lui, «porti una minestrina per mia moglie e per me una bistecca».
Dopo che hanno consumato, il cameriere ritorna:
«Desiderano altro, signori?»
«Sì, adesso porti una minestrina per me e una bistecca per mia moglie».
Il cameriere, un po’ interdetto, replica:
«Ma non era meglio che avesse ordinato prima le due minestre e adesso le due bistecche?»
Il vecchietto abbassa la voce e sussurra:
«Vede… abbiamo solo una dentiera in due!»
Perché fa ridere?
Questa barzelletta è un piccolo capolavoro di umorismo costruito sull’effetto sorpresa: per tutta la durata della storia, il comportamento della coppia sembra semplicemente strano e irrazionale. Il colpo di scena finale — la dentiera condivisa — ribalta tutto, trasformando l’assurdo in qualcosa di perfettamente logico. È esattamente il meccanismo dell’incongruenza di cui parlavamo: il cervello riceve un’informazione inattesa e la elabora ridendo. Un modo elegante, in fondo, per ricordarci che l’amore vero si misura anche in masticazioni alternate.
