Ferrari favorita per il Mondiale 2026? Prima di rispondere, vale la pena fare un passo indietro. I test invernali di Barcellona sono finiti, e la realtà del paddock racconta una storia molto più sfumata di quella che circola sui social. La Formula 1 2026 si apre con quattro squadre in lotta reale per il titolo, e capire chi parte davvero davanti richiede di guardare i numeri, non le emozioni.
Mercedes: la monoposto più stabile dei test di Barcellona
Nel paddock nessuno lo dice apertamente, ma il messaggio è chiarissimo per chi sa leggere tra le righe. Dopo i test, la macchina che è apparsa più pronta è la Mercedes. Non la più spettacolare, non quella che ha fatto girare la testa, ma quella che ha dimostrato la maggiore stabilità: in ingresso curva, al centro, in uscita. Piattaforma aerodinamica centrata e una finestra di setup abbastanza ampia. Quando una monoposto lavora così, il suo potenziale reale è sempre più grande di quello visibile. I social fanno rumore, i dati parlano chiaro.
Ferrari SF-26: long run da titolo, ma quante domande restano aperte
E poi arriva la Rossa. La storia si fa interessante, non per propaganda, ma per numeri concreti. I long run della Ferrari SF-26 hanno sorpreso tutti gli addetti ai lavori: passo costante, stabilità in ingresso curva, buona trazione, degrado contenuto e carico aerodinamico stabile. Il progetto voluto da Frederic Vasseur è estremamente aggressivo. Un esempio? L’ala posteriore che ruota di 270 gradi, soluzione tecnica che rappresenta solo la punta dell’iceberg di un lavoro profondo sui flussi aerodinamici e sulla ricerca di carico gratuito dagli scarichi. Charles Leclerc ha fatto segnare il tempo più veloce, ma come sempre nei test invernali, i tempi sul giro secco contano zero. I long run, invece, raccontano la verità, e quelli sono buoni. Le sensazioni ricordano molto il 2024, con la speranza che il giro secco confermi le impressioni positive.
McLaren MCL39: veloce, ma ancora dipendente dalla pista
Non si può ignorare la McLaren. La scuderia di Woking si è presentata ai test con una vettura velocissima, ma fortemente dipendente dalle condizioni di pista. Quando l’asfalto lo permette, la MCL39 vola. Quando non lo permette, la storia cambia radicalmente. Il problema principale è il peso eccessivo della vettura, su cui Andrea Stella ha già annunciato un correttivo mirato. Il dato positivo è proprio questo: la squadra sa esattamente dove intervenire, e questo livello di comprensione tecnica è spesso il segnale più incoraggiante che una scuderia possa dare alla vigilia di una stagione.
Red Bull e Verstappen: non dominano, ma sarebbe un errore ignorarli
E poi c’è la Red Bull. Dai test non sembra affatto la macchina dominante degli ultimi anni. Nel complesso appare una vettura solida, ma che non eccelle in nessun settore specifico. Nessun lampo che spaventi gli avversari, nessun punto di forza che salti all’occhio. Eppure, ed è fondamentale dirlo, sono proprio queste monoposto a diventare pericolose nel corso della stagione. Quelle che partono da una base costante e, quando ricevono sviluppi mirati, tendono ad esplodere nei mesi successivi. Non è un caso, è storia della Formula 1. E poi c’è un dettaglio che molti sembrano voler dimenticare: Max Verstappen è ancora lì, con quattro titoli mondiali consecutivi alle spalle. Sottovalutarlo sarebbe probabilmente l’errore più grave che si possa fare alla vigilia di un campionato.
Chi parte favorito nel Mondiale di Formula 1 2026
Il quadro che emerge dai test di Barcellona è quello di un campionato aperto come non si vedeva da anni. Per riassumere la situazione delle quattro protagoniste:
- Mercedes: la più equilibrata e stabile, parte in vantaggio sottotraccia
- Ferrari: aggressiva sul progetto, long run promettenti, tutto da confermare in gara
- McLaren: velocissima nelle condizioni giuste, ancora da affinare sulla consistenza
- Red Bull: non dominante al momento, ma con Verstappen e la capacità di sviluppare nel tempo
La stagione 2026 di Formula 1 si annuncia come una delle più combattute degli ultimi anni. Quattro top team con quattro storie diverse da seguire, e la certezza che quello che si è visto a Barcellona è solo l’inizio.
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