Vi siete mai chiesti perché una battuta ben piazzata ci fa scoppiare a ridere? La scienza della risata ci spiega che il nostro cervello adora l’elemento sorpresa e l’incongruenza. Quando ascoltiamo una storia, creiamo aspettative precise su come andrà a finire. La barzelletta funziona proprio perché sovverte queste aspettative con un finale inaspettato, generando quella che gli esperti chiamano “violazione benigna”. Il nostro cervello, di fronte a questa rottura degli schemi, reagisce con una scarica di endorfine che si traduce in quella risata liberatoria. Ecco perché le barzellette che giocano su stereotipi professionali e situazioni paradossali risultano particolarmente efficaci: mescolano realtà riconoscibile e assurdità imprevista.
La barzelletta del pallone aerostatico
Un uomo su un pallone aerostatico finisce su un albero in mezzo alle campagne, in una zona desolata. Passa di lì una persona e l’uomo sul pallone gli chiede: “Scusi, mi sa dire dove ci troviamo?”
“Guardi, lei si trova su un albero, a dieci metri di altezza, siamo a 40 km dal centro abitato più vicino e io non ho una scala per farla scendere.”
“Senta, lei nella vita è ingegnere di sistemi informatici?”
“Perbacco, come fa a saperlo?”
“Vede, lei mi ha dato una serie di informazioni perfettamente corrette, ma assolutamente inutili per risolvere i miei problemi.”
“Senta” gli risponde l’altro da terra “lei nella vita è dirigente di qualche azienda?”
“Caspita, come lo sa?”
“Perché, vede, lei sta nella m**da, non sa cosa fare, ma ha trovato il modo di dare la colpa ad un altro.”
Perché questa barzelletta ci fa ridere
Questa storiella gioca magistralmente sugli stereotipi professionali che tutti conosciamo. Da un lato abbiamo l’ingegnere informatico, precisissimo nel fornire dati tecnici ma completamente disconnesso dalla praticità della situazione. Dall’altro il manager aziendale, capace di delegare responsabilità e trovare capri espiatori anche quando è letteralmente appeso a un albero.
Il colpo di genio comico sta nel rovesciamento finale: proprio quando il dirigente sembra aver vinto lo scambio di battute con la sua osservazione pungente sull’ingegnere, riceve una risposta ancora più tagliente che mette a nudo un altro classico difetto manageriale. L’effetto boomerang rende la battuta doppiamente soddisfacente.
