Quando i nipoti superano l’adolescenza ed entrano nell’età adulta, qualcosa di sottile ma potente si trasforma nel rapporto con i nonni. Quella che era una relazione di accudimento puro diventa un terreno scivoloso dove l’affetto rischia di trasformarsi in una gabbia dorata. Molti nonni, spinti da un amore autentico ma mal calibrato, continuano a trattare ragazzi di venticinque o trent’anni come fossero ancora bambini bisognosi di protezione totale, impedendo loro di affrontare quella fatica necessaria che chiamiamo crescita.
La trappola dell’amore senza confini
Il problema nasce da un equivoco generazionale profondo. I nonni di oggi appartengono a una generazione che ha conosciuto sacrifici veri, ristrettezze economiche e una durezza educativa che oggi considereremmo eccessiva. Quando guardano i loro nipoti, vedono la possibilità di offrire tutto ciò che a loro è mancato. Questa compensazione emotiva, per quanto comprensibile, crea una dinamica perversa: il giovane adulto impara che ogni difficoltà può essere aggirata con una telefonata ai nonni.
Uno studio del 2018 pubblicato dall’Università di Torino ha rilevato che quasi il 60% degli studenti universitari italiani riceve aiuti economici dai nonni, con importi medi di 185 euro al mese. Tra le famiglie con nonni pensionati, la percentuale sale addirittura all’88%. I dati ISTAT del 2022 confermano che il sostegno intergenerazionale è particolarmente diffuso nelle regioni del Sud Italia, dove i legami familiari tradizionali amplificano il supporto economico ai giovani adulti.
Quando il sì diventa un ostacolo invisibile
L’incapacità di dire no ai nipoti adulti si manifesta in mille modi quotidiani. C’è la nonna che continua a fare la spesa per il nipote trentenne che vive da solo, impedendogli di imparare a gestire un budget alimentare. C’è il nonno che paga l’ennesima rata dell’auto sportiva che il nipote non può permettersi, insegnandogli che i desideri non hanno prezzo e che qualcuno ripianerà sempre i debiti.
Ma la dipendenza più insidiosa non è quella economica: è quella emotiva. Quando un giovane adulto sa che può sempre rifugiarsi dai nonni per evitare conflitti con i genitori, confronti con il partner o responsabilità lavorative, perde l’opportunità di sviluppare quella resilienza psicologica indispensabile per navigare l’età adulta. Uno studio del 2020 ha dimostrato che l’iperprotezione degli adulti di riferimento riduce la resilienza nei giovani, aumentando l’ansia e la dipendenza emotiva.
I segnali di una dipendenza malsana
- Il nipote adulto chiama i nonni prima di prendere qualsiasi decisione importante, anche quelle che dovrebbe gestire autonomamente
- Le richieste economiche sono diventate abituali e non più legate a emergenze reali
- Il giovane evita sistematicamente le conseguenze delle proprie scelte sapendo che i nonni interverranno
- I nonni si sentono in colpa se non accontentano il nipote, anche quando la richiesta è oggettivamente eccessiva
- Il rapporto tra genitori e nonni si è deteriorato proprio a causa di queste dinamiche
Il coraggio di educare anche da nonni
Stabilire limiti non significa amare di meno. Al contrario, richiede una forma di amore più matura e lungimirante. I nonni che trovano la forza di dire “questa volta no” stanno in realtà dicendo “credo nella tua capacità di farcela da solo”. È un messaggio che può sembrare duro, ma che contiene una fiducia profonda nelle potenzialità del nipote.
La psicologa e psicoterapeuta Silvia Vegetti Finzi, nel suo libro “Nuovi nonni per nuovi nipoti”, sottolinea come il ruolo dei nonni debba evolvere parallelamente alla crescita dei nipoti. I nonni devono imparare a dire di no, a stabilire confini, per favorire l’autonomia dei nipoti adulti.

Costruire un nuovo patto intergenerazionale
Il passaggio da una relazione di accudimento a una di supporto consapevole richiede dialogo e onestà . I nonni devono confrontarsi con i genitori per stabilire linee educative coerenti, anche quando questo significa rinunciare al ruolo gratificante di “salvatori” sempre disponibili.
Un approccio efficace prevede la distinzione tra aiuto straordinario e assistenza ordinaria. Intervenire in una vera emergenza è legittimo e doveroso; rispondere a ogni capriccio o coprire ogni mancanza di pianificazione è diseducativo. Il criterio dovrebbe essere: “Questo intervento lo aiuta a crescere o lo mantiene dipendente?”
Strategie pratiche per stabilire confini sani
Comunicare con chiarezza le proprie disponibilità è il primo passo. Invece di lasciare tutto nel vago, è utile definire in anticipo quali tipi di aiuto sei disposto a offrire e con quale frequenza. Questa trasparenza evita aspettative irrealistiche e risentimenti futuri.
Valorizzare l’autonomia anziché la dipendenza cambia completamente le dinamiche. Quando il nipote adulto risolve un problema da solo, riconoscere esplicitamente il suo successo rinforza comportamenti virtuosi. L’orgoglio per le conquiste personali è un motivatore molto più potente della comodità assistita.
Puoi anche proporre alternative all’intervento diretto. Se il nipote chiede denaro per l’ennesima volta, puoi invece offrire di aiutarlo a costruire un piano di risparmio o a trovare una seconda fonte di reddito. Il messaggio cambia radicalmente: da “risolvo io al posto tuo” a “ti accompagno mentre impari a risolvere”.
Quando dire no è un atto d’amore
Ridefinire il proprio ruolo comporta attraversare momenti di tensione. I nipoti potrebbero reagire con rabbia o distacco temporaneo. Alcuni nonni temono di perdere l’affetto dei nipoti se smettono di essere sempre disponibili. In realtà , i rapporti costruiti esclusivamente sul dare materiale sono fragili e strumentali. Le relazioni autentiche resistono ai confini e, anzi, ne escono rafforzate.
Permettere a un giovane adulto di sperimentare la frustrazione, l’attesa, la necessità di guadagnarsi qualcosa con fatica è un regalo prezioso. È prepararli a un mondo che non farà sconti, dove nessun datore di lavoro, nessun partner, nessuna istituzione avrà la pazienza infinita dei nonni.
L’eredità più importante che i nonni possono lasciare non sta in un conto in banca o in una casa pagata, ma nella capacità dei nipoti di camminare con le proprie gambe, di affrontare le difficoltà senza crollare, di costruirsi una vita adulta autentica e soddisfacente. Questo richiede il coraggio di fare un passo indietro proprio quando l’istinto spingerebbe a fare l’opposto. Ma è proprio in questo passo indietro che si misura la grandezza dell’amore tra generazioni.
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