Stai comprando 400 grammi di platessa ma ne mangi solo 320: scopri l’inganno legale nascosto nella confezione

Quando acquistiamo una confezione di platessa surgelata al supermercato, ci affidiamo alle informazioni riportate sulla tabella nutrizionale per fare scelte consapevoli. Ma siamo davvero sicuri che quei valori corrispondano a ciò che effettivamente porteremo in tavola? La questione è più complessa di quanto sembri e riguarda un aspetto tecnico spesso trascurato: il peso di riferimento utilizzato per calcolare proteine, grassi e calorie.

Il problema nascosto nella confezione

La platessa surgelata viene commercializzata con una patina di ghiaccio protettiva chiamata tecnicamente glassatura o ghiacciatura. Questo strato gelido serve a preservare il pesce dall’ossidazione e dalla disidratazione durante lo stoccaggio, mantenendone intatte le caratteristiche organolettiche. Si tratta di una pratica standard nel congelamento del pesce, perfettamente legale e necessaria per la conservazione.

Il Regolamento europeo 2011/1169 sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori stabilisce che il peso netto dichiarato debba escludere la glassatura. Tuttavia, non sempre viene specificato con chiarezza se la tabella nutrizionale si riferisce al prodotto comprensivo del ghiaccio al momento dell’acquisto o al pesce effettivo dopo lo scongelamento. Questa ambiguità può generare confusione nelle informazioni che riceviamo.

Quanto pesa davvero la differenza

La percentuale di ghiacciatura sulla platessa surgelata varia tipicamente tra il 5% e il 30% del peso totale, a seconda dei processi produttivi e delle modalità di conservazione. Se acquistate una confezione da 400 grammi con una glassatura del 20%, state effettivamente portando a casa 320 grammi di pesce. Quando i valori nutrizionali riportati sono calcolati sul peso comprensivo di ghiaccio, i dati risultano artificialmente diluiti rispetto a ciò che consumate realmente.

La platessa è apprezzata proprio per il suo elevato contenuto proteico e il basso apporto di grassi. Se la tabella nutrizionale non specifica a quale peso si riferisce, potreste trovarvi di fronte a valori che non riflettono accuratamente il contenuto nutritivo del filetto che consumerete. Una differenza significativa per chi segue regimi alimentari controllati o per sportivi che calcolano precisamente il proprio fabbisogno proteico.

Come orientarsi tra le etichette

Alcuni produttori specificano chiaramente “valori nutrizionali riferiti al prodotto sgocciolato” oppure “dopo scongelamento”, mentre altri riportano genericamente “per 100g di prodotto” senza ulteriori precisazioni. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare fornisce linee guida specifiche sulla presentazione delle informazioni nutrizionali per prodotti congelati, ma l’applicazione pratica di queste indicazioni varia tra i diversi produttori.

Per tutelarvi adeguatamente, verificate questi elementi sulla confezione: la presenza di diciture esplicite come “valori riferiti al prodotto sgocciolato o scongelato”, indicazioni sulla percentuale di glassatura presente nel prodotto, eventuali note aggiuntive in piccolo vicino alla tabella nutrizionale, e la differenza tra peso netto e peso netto sgocciolato quando riportata.

Le implicazioni pratiche per le vostre scelte

Questa incertezza ha ripercussioni concrete su diverse situazioni quotidiane. Chi soffre di patologie che richiedono un controllo stretto dell’apporto proteico o lipidico, come alcune malattie renali, necessita di dati precisi e affidabili. Anche chi gestisce allergie o intolleranze deve poter fare affidamento su informazioni accurate per pianificare correttamente la propria alimentazione.

L’aspetto economico merita attenzione: quando pagate al chilogrammo un prodotto che include una percentuale significativa di acqua ghiacciata, state effettivamente spendendo di più per la quantità netta di pesce. La trasparenza sulle tabelle nutrizionali dovrebbe andare di pari passo con la chiarezza sul rapporto qualità-prezzo.

La via per una maggiore consapevolezza

Come consumatori, potete adottare alcune strategie pratiche per gestire questa situazione. Una soluzione semplice consiste nel pesare il prodotto prima e dopo lo scongelamento: la differenza vi darà l’esatta percentuale di glassatura. Con questo dato potrete valutare più accuratamente i valori nutrizionali reali del pesce che consumerete.

Un’altra strategia consiste nel privilegiare prodotti che riportano esplicitamente la dicitura “valori riferiti al prodotto sgocciolato” o che indicano chiaramente la percentuale di glassatura. Questa attenzione premia i produttori più trasparenti e spinge il mercato verso standard più elevati di chiarezza informativa.

La platessa resta un’eccellente scelta nutrizionale: povera di grassi, ricca di proteine nobili, fonte di minerali preziosi come fosforo e selenio. Per valorizzarla pienamente nella vostra alimentazione, però, dovete poter contare su dati certi e verificabili. La normativa europea stabilisce standard precisi per l’informazione alimentare, ma la loro applicazione pratica richiede ancora miglioramenti in termini di uniformità e chiarezza.

Pretendere etichette più chiare e complete significa esercitare un diritto fondamentale garantito dalla legislazione europea: quello di ricevere informazioni accurate e trasparenti su ciò che acquistiamo e portiamo sulle nostre tavole. La consapevolezza alimentare passa attraverso la corretta interpretazione delle informazioni nutrizionali, e questo richiede che produttori e distributori facciano la loro parte nel fornire dati chiari e inequivocabili.

Quando compri platessa surgelata pesi prima e dopo lo scongelamento?
Sempre per calcolare la glassatura
Mai ci avevo pensato
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Compro solo pesce fresco

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