Prima di noi stasera su Rai 1: negli episodi 5 e 6 succede l’impensabile, Gabriele costretto a diventare SS

In sintesi

  • 🎬 Prima di noi
  • 📺 Rai 1, ore 21:30
  • 📖 Saga familiare ambientata durante la Seconda guerra mondiale che racconta le scelte morali e i drammi della famiglia Sartori, tra conflitti interiori, resistenza e trasformazioni storiche.

Prima di noi, Daniele Luchetti, Valia Santella e il romanzo di Giorgio Fontana tornano protagonisti della prima serata di Rai 1 con gli episodi 5 e 6, due capitoli potentissimi che affondano nel cuore della Seconda guerra mondiale e nella trasformazione morale dei personaggi. Una saga familiare che scava nella Storia, ma soprattutto nelle scelte che forgiano – e spezzano – le generazioni. Se stasera cercate qualcosa che unisca emozione, intensità narrativa e un respiro epico raro nella serialità italiana, la risposta è già servita.

Prima di noi, Rai 1 e la forza della proposta di questa sera

La serie prodotta da Wildside per Rai Fiction si è imposta come uno dei titoli italiani più discussi di questo inizio 2026, e non solo per la potenza del materiale di partenza: Luchetti e Santella hanno costruito un racconto che non si limita a seguire la cronologia della famiglia Sartori, ma la immerge nei conflitti morali di un secolo complesso. E negli episodi 5 e 6 arriviamo alla frattura decisiva: il 1943 e il 1945, due anni in cui tutto – affetti, identità, Paese – sembra crollare.

Gabriele, Renzo, Nadia, Maurizio: qui ciascuno affronta il proprio bivio. E lo fa dentro una messinscena che osa, che non addolcisce e che guarda alla tradizione della grande fiction storica europea. Luchetti disegna campi lunghi e scenari immersivi che, più che ricostruire, evocano. L’Italia ferita dalla guerra diventa teatro di colpe, resistenze, amori impossibili, lontananze incolmabili.

Prima di noi e gli episodi 5 e 6: la svolta narrativa

L’episodio 5 ci porta nel 1943, con una famiglia Sartori già provata da lutti e segreti. Nadia, interpretata da una intensissima Linda Caridi, teme per Domenico, prigioniero in Africa. Intanto Gabriele viene arruolato e Renzo scopre – con Flaviut – la verità sulla diserzione di Maurizio, un’eredità morale che pesa come piombo su chi vuole spezzare il destino paterno. Renzo si avvicina ai partigiani e, quasi come un atto di sfida alla propria fragilità, inizia una relazione pericolosa con Federica. È il momento in cui la guerra non è più solo un orizzonte lontano, ma una ragnatela che stringe ogni scelta.

Il sesto episodio, ambientato nel 1945, è ancora più duro: Gabriele tenta di sottrarsi alla guerra ma viene catturato e costretto a diventare SS, una delle svolte più coraggiose e controverse dell’intera serie. Renzo, ora partigiano, rifiuta la responsabilità verso Federica – un gesto meschino e umanissimo insieme, coerente con la sua natura combattuta. Nadia perde ogni punto di riferimento mentre Gabriele, innamorato di Margherita, vive il suo calvario personale. Il finale, tra liberazione e rotture definitive, lascia addosso un senso di sospensione che è puro Fontana.

Il cast in stato di grazia

L’ensemble guidato da Caridi, Maurizio Lastrico, Matteo Martari e Andrea Arcangeli dà il meglio proprio in questi episodi. La fisicità di Martari restituisce un Renzo spigoloso, quasi ferino, mentre Lastrico costruisce un Gabriele tormentato ma mai retorico. Diane Fleri, nei panni di Margherita, porta una delicatezza luminosa che diventa ancora più struggente nel caos della guerra.

  • Le location tra Friuli, Veneto e Torino regalano autenticità e una fotografia che ricorda certo cinema italiano anni ’70.
  • La colonna sonora di Forti e De Luca aggiunge un tono elegiaco che accompagna la discesa dei personaggi nei loro conflitti più profondi.

Per i Nerd della serialità: cosa lascia davvero questa serie?

“Prima di noi” parla di tre generazioni, ma soprattutto del peso del non detto. Maurizio, con la sua diserzione, è il fantasma che aleggia su ogni scelta dei figli: qui emerge un tema quasi da tragedia greca, quello del peccato ereditato che chiede riscatto o ripetizione. La serie si muove costantemente tra costruzione e distruzione, tra chi prova a salvare e chi preferisce fuggire. C’è un sottotesto politico forte ma mai predicatorio: la Storia non è solo il contesto, è la forza esterna che modella i personaggi come la pressione atmosferica modella un paesaggio montano.

In questi episodi, poi, il confine tra giusto e ingiusto implode. La scelta di mostrare un protagonista costretto nelle SS è una lama narrativa affilata, che invita a riflettere su quanto la guerra sia soprattutto un meccanismo che inghiotte identità, ideali e innocenza. È forse la parte più radicale dell’adattamento: Fontana osserva i suoi personaggi da vicino, Luchetti e Santella li inseguono, li incalzano, li mettono sotto una luce che non concede scampo.

Stasera, alle 21.30 su Rai 1, “Prima di noi” torna con due episodi che segnano il vero punto di non ritorno della saga Sartori. Una visione intensa, adulta, che parla di noi anche quando racconta chi è venuto prima.

Quale scelta morale dei Sartori ti colpisce di più?
Gabriele costretto a diventare SS
Renzo che rifiuta Federica
La diserzione di Maurizio
Nadia che perde ogni certezza
Tutti sono vittime della guerra

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